Il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD) è uno dei più frequenti disturbi del neurosviluppo che colpiscono bambini e adolescenti. La condizione è caratterizzata da un modello persistente di sintomi comportamentali, tra cui disattenzione, iperattività e impulsività, ed è associata a compromissione del funzionamento sociale e scolastico.
Le persone con ADHD presentano un deficit di inibizione dell'autoregolazione, mostrando importanti difficoltà a controllare sia gli stimoli interni che quelli esterni. Queste caratteristiche compromettono notevolmente lo svolgimento delle attività quotidiane, che spesso non vengono portate a termine, e rendono l'operatività del soggetto confusionaria e disorganizzata.
Come è possibile intervenire?
- Intervento individuale sul bambino: farmacologico e psicoeducativo
- Intervento sui contesti scuola e famiglia
Un intervento non esclude l'altro e, allo stesso tempo, non sempre gli interventi vanno effettuati tutti contemporaneamente. La terapia farmacologica non è sempre necessaria: tutte le azioni devono essere adattate all'età del bambino, al suo funzionamento, alla gravità dei sintomi e al contesto.
L'intervento clinico prevede una serie di azioni messe in atto direttamente sul soggetto coinvolto, in quanto protagonista del suo processo evolutivo e di sviluppo. Il lavoro educativo richiede, inevitabilmente, il coinvolgimento di figure adulte di riferimento, che possono influenzare le circostanze ambientali allo scopo di migliorare il comportamento del bambino in quel determinato contesto.
L'approccio proposto può essere multidisciplinare, al fine di aiutare i genitori e il personale scolastico ad apprendere modalità, strumenti e metodologie utili a prevenire e a rispondere efficacemente ai comportamenti caratteristici dell'ADHD, come l'interruzione, l'aggressività, l'abbandono dello svolgimento dei compiti e il mancato rispetto delle regole.
Il potenziamento individuale
Il lavoro individuale con il bambino rientra in un intervento volto all'apprendimento di strategie cognitivo-comportamentali necessarie al buon funzionamento del soggetto e al potenziamento di tutte le funzioni esecutive. Gli elementi coinvolti sono:
- L'organizzazione dello spazio e dei materiali
- Il tempo
- L'attenzione e la concentrazione
- L'impulsività, l'autocontrollo e l'autoregolazione
- La regolazione emotiva
Le strategie adottate mirano alla formazione di "abitudini mentali" che vengono attivate quando ci si trova di fronte a un problema di cui non si conosce la soluzione: modi di agire che consentono di apprendere continuamente. Formare delle abitudini mentali diventa così una strategia molto efficace.