Le regole, come le leggi della natura, non sono solo qualcosa da imporre ai bambini, ma devono essere comprensibili e significative per loro. Maria Montessori, con il suo metodo educativo, sosteneva che per essere efficaci le regole dovrebbero essere insegnate in modo che i bambini possano comprenderle e interiorizzarle.

Non si tratta semplicemente di far rispettare delle norme, ma di educare alla loro comprensione, affinché i bambini imparino il valore e la logica che sta dietro di esse. In questo modo le regole diventano uno strumento di crescita e di sviluppo, piuttosto che un'imposizione autoritaria.

A cosa servono le regole

Le regole servono ad armonizzare le condotte degli esseri umani, fornire punti di riferimento, ridurre incertezze, differenze e conflitti allo scopo di regolare la convivenza sociale. Per un bambino, soprattutto (ma in realtà anche per gli adulti), sono necessarie perché impari a stare in relazione con gli altri.

Le regole nell'interazione adulto-bambino

Il primo compito dell'adulto è regolare i processi biologici di base del bambino (sonno e alimentazione), stabilizzandoli e rendendo i tempi reciprocamente convenienti. Tra i due e i cinque anni, con la conquista del controllo sfinterico e altri progressi cognitivi e psicomotori, diviene fondamentale sapere come comportarsi anche in contesti diversi: le routine domestiche hanno la funzione di far acquisire al bambino la sicurezza delle aspettative e della prevedibilità, una "regolarità" che ha bisogno di regole per funzionare.

Regole, frustrazione e crescita

Le regole, si sa, ogni tanto rompono le scatole. Il bambino ha il compito di tentare di infrangerle, sia per capirle pienamente sia per imparare a confrontarsi con i limiti. Al genitore spetta il compito di farle rispettare, eventualmente rinegoziarle, gerarchizzarle in una scala di valore, prevedere eccezioni.

Molti genitori hanno paura di "sciupare" il proprio figlio, di fargli provare dolore e frustrazione imponendogli delle regole. Ma è proprio la frustrazione che aiuta a crescere: quando il bambino capisce che non tutto ciò che vuole può averlo, sarà spinto a usare le sue risorse e a trovare strategie per superare le difficoltà.

Come dare le regole

Quando non ci sono regole

La trasgressione sistematica delle regole da parte di un bambino è una provocazione e una richiesta di attenzione o di aiuto. È importante dare ascolto alle motivazioni prima ancora di colpevolizzare o rimproverare, magari trovando un momento sereno di colloquio su ciò che è accaduto. Quando un genitore non si sente in grado di dare e far rispettare una regola, potrebbe avere molta difficoltà a gestire il proprio figlio senza ricorrere a punizioni, eccessi di rabbia o comportamenti aggressivi.

Un bambino deve essere sostenuto nella sua volontà, deve accettare l'esistenza e le esigenze dell'altro e di una collettività, deve sapere cosa può e cosa non può fare, cosa è necessario che faccia e cosa è accessorio, deve essere libero di fare ciò che desidera nel rispetto della libertà di tutti. Ecco a cosa servono le regole, anche se a volte sembra che facciano male.